VIVI SOSTENIBILE

Bucce, torsoli e scarti di mela diventano pelle: appleskin!

21 Ottobre 2019 • Tempo di lettura: 2 min

Tempo di mele e di scoperte in ambito di sostenibilità. Eravamo alla ricerca di idee per riutilizzare le bucce di mela e ci siamo imbattuti nella Frumat srl: un esempio di economia circolare tutto italiano.

Un caso averlo scoperto proprio ora, nel periodo di picco di questo frutto? Caso o no, crediamo sia qualcosa da condividere con voi, Foodies!

La Frumat, nata in Trentino Alto Adige, riutilizza il 50% degli scarti della mela.
Nella regione famosissima per la produzione di mele e succhi di frutta, l’ingegnere Alberto Volcan ha dato vita nuova agli scarti di mela convertendoli in carta, cartone, similpelle vegetale e altri prodotti.
La vera sfida? Trasformare gli scarti di mela in nuovi prodotti e trovare un procedimento che rispetti l’ambiente e riduca al minimo gli sprechi.

La Frumat srl ha vinto questa sfida: acquista le materie prime da produttori della zona o poco distanti dalla propria sede. Ecco perché ne parliamo, perché l’azienda non è solo un esempio di sostenibilità, ma anche di attenzione al territorio.
Noi di Myfoody cerchiamo di ridare una seconda vita al cibo in cucina perché è quello che sappiamo fare, ma è bello conoscere altre realtà che riescono a dare una seconda vita al cibo non solo in cucina.
L’ecopelle ottenuta è stata ribattezzata “pellemela” e può essere utilizzata per produrre calzature e anche poltrone, oltre a carta grafica, per il packaging, per le shopping bag, ma anche tovaglioli, fazzoletti, carta igienica.

Il CEO dell’azienda Hannes Parth ha anche affermato “per abbattere al minimo gli sprechi, i prodotti vengono realizzati in base alle quantità richieste dai clienti alle aziende”.
La Frumat collabora anche con Blasetti con il progetto “Melascrivo” per realizzare quaderni e block notes.

Scarti di mela: Appleskin

scarti di mela

Ma qual è la materia di base della pellemela? Appleskin, il biopolimero che unisce scarti di mela con poliuretano (50%) e tessuto. 

Il risultato è un prodotto dell’economia circolare, biodegradabile e un prodotto di recupero della cellulosa destinata alla termovalorizzazione, ottimo anche per il suo aspetto estetico. 

La Frumat fornisce Appleskin, che non è il nome di un nuovo gruppo musicale, ma la fibra sostenibile che il brand Womsh ha anche utilizzato per la sua nuova collezione di scarpe: da questa unione sono nati sei modelli di sneaker in fibra di mela per donna e unisex.

Un altro esempio di sostenibilità tutta italiana: un’azienda calzaturiera veneta nata del 2011 da Gianni Dalla Mora, attiva non solo con le collezioni nel campo della sostenibilità, ma anche con altre iniziative come quella di piantare un albero di cacao per ogni paio di scarpe realizzate con pellemela acquistato.

I modi per diminuire lo spreco di cibo ed incrementare il riuso di una risorsa così importante sono davvero tanti e possono e devono essere declinati in ogni settore. I foodheroes di cui vi abbiamo parlato oggi sono il risultato di un’attenzione alla sostenibilità crescente che unisce idee, soluzioni e azioni per il bene del nostro pianeta!

Per un futuro migliore, per il cibo e per il pianeta, fai la tua spesa senza sprechi!

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