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Come utilizzare le bucce d’arancia: 4 modi antispreco per non buttarle!

20 Dicembre 2019  Tempo di lettura: 7–9 min

Una fragranza invernale? Il profumo d’arancia. Questo agrume è presente sulle tavole italiane per tutto il periodo freddo ma soprattutto nei giorni di Natale e Capodanno.
E la sua buccia che fine fa?
Oggi vogliamo raccontarvi 4 modi alternativi per riutilizzare la buccia dell’arancia, scoperti dall’art director Marta, durante una trasferta natalizia nella terra della content manager di Myfoody: la Puglia.  

Marta è quella delle domande, anche se nei tre giorni non è riuscita a farne tante, perché:

– i pugliesi parlano troppo, o meglio, la famiglia della nostra Stefania parla davvero tanto con un tono di voce molto alto.

– La tavolata di 50 persone non ha aiutato, perché tutti hanno aggiunto il loro punto di vista in materia di buccia d’arancia e non solo.

– Una bresciana in Puglia ha bisogno di un interprete, perché nelle conversazioni si alternano parole indecifrabili a risate e ricordi delle tradizioni del no-spreco

Il cibo è risaputo unisce e rinsalda i rapporti e parliamo di arance non a caso perché tra uno spicchio d’arancia e un altro sono state lette le condizioni della tregua nel 1860, durante l’armistizio di Palermo tra Garibaldi e i delegati borbonici!

La nostra Marta ha scoperto 4 modi per riutilizzare la buccia di questo agrume e vogliamo condividerli con voi. 

Il primo: in Puglia si gioca a tombola coprendo i numeri delle cartelle con la scorza d’arancia. Lei era abituata ai fagioli, anche se giocare con la fragranza di arancia in casa è davvero un’altra storia.

Buccia d’arancia per polvere d’arancia e per profumare la casa

buccia arancia

La zia Rosa ha parlato di polvere d’arancia realizzata con buccia di arancia non trattata, questo è il periodo giusto quindi non avrete problemi a trovarle.
Il racconto è iniziato con “U tin u pelapatat?” sì, sembra un’offesa ma in realtà la zia stava chiedendo a Marta se avesse o meno il pelapatate, utensile indispensabile per prelevare la porzione di buccia utile a preparare la polvere d’arancia.  

Altri step necessari? Posizionare la carta assorbente o dei normali tovaglioli di carta su un vassoio, posizionare le bucce una vicina all’altra senza sovrapporle tra di loro. Ricoprirle con un altro tovagliolo e lasciare ad asciugare; l’ideale sarebbe su un termosifone per questo, a fine tombolata, zia Rosa ha dato dimostrazione del procedimento. Durante il Natale si mangia per tre giorni (il tempo necessario per avere le bucce d’arancia pronte) mattina e sera tutti insieme, quindi perché non approfittarne?
Nel giorno dei saluti infatti, Marta e Stefania hanno provato a schiacciare le bucce e, sotto consiglio della zia Rosa, hanno prestato attenzione al rumore sordo fatto dalle bucce. “Qualora non lo sentiate, dovrete lasciare le bucce ad essiccare per un altro po’” ha aggiunto la zia Rosa, e ha continuato:“Queste bucce non bastano” ma ha rassicurato Marta “Quando ne avrò altre, potrò frullarle in un mixer per ottenere la polvere magica da spedire a Milano.
Un regalo di Natale, in ritardo, ma a spreco zero

Marta potrà usare la polvere realizzata con la buccia d’arancia per aromatizzare le pietanze quando la stagione degli agrumi sarà terminata. Questa polvere servirà anche per ottenere dello zucchero aromatizzato all’arancia. Il sale aromatizzato al limone, l’avete già provato? 

Quello di riutilizzare la buccia d’arancia per profumare la casa è stato, invece, il consiglio di zio Michele.

Un metodo anti-spreco provato durante le cene trascorse tutti insieme: lasciando essiccare le bucce d’arancia sui termosifoni si può godere del fantastico aroma di questo agrume mentre questa parte di scarto molto preziosa si disidrata. E dopo? Le bucce si possono aggiungere nel pot-pourri, aggiungendo anche fiori secchi, bucce di mandarini e limoni, cannella, semi di anice stellato e spezie. 

Un agrume così non può essere sprecato e neanche la sua buccia; Marta è tornata a Brescia portando con sé le tradizioni del no-spreco pugliesi e ci ha promesso che scoprirà anche quelle del Nord Italia. Non vediamo l’ora!

Con questo racconto vi auguriamo Buon Natale, Foodies!

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