VIVI SOSTENIBILE

Per un mare non di plastica: addio ai cotton fioc non biodegradabili

C’è chi dice che sia troppo tardi, ma non lo è mai per cambiare le cose: iniziamo infatti il 2019 senza cotton fioc non biodegradabili e non compostabili!

Le buone notizie ci sono e arrivano dall’Italia: il nostro Paese sarà il primo dell’Unione Europea ad eliminare i cotton fioc non biodegradabili dagli scaffali dei supermercati. Dal primo gennaio 2019 la legge permette di vendere, infatti, solo cotton fioc biodegradabili e compostabili che recano sull’etichetta l’icona di come poterli smaltire.

L’accanimento contro i cotton fioc, ormai dei fuorilegge, è giustificato! I bastoncini di plastica rappresentano il 9% dei rifiuti ritrovati sulle spiagge italiane. Ogni anno circa 1,5 milioni di uccelli, pesci, balene, tartarughe muoiono soffocati dai nostri rifiuti.
In sole 46 spiagge, monitorate tra il 2016 e il 2017 sono stati trovati quasi 7.000 bastoncini. Proviamo a fare due calcoli: durante una passeggiata sul bagnasciuga troveremmo 79 bastoncini ogni 100 metri percorsi. Ma per fortuna, la situazione cambierà!

Siamo contenti della misura ma resta una sola domanda: cosa fare con i bastoncini restanti, quelli che abbiamo in casa?
Usare il cestino, nei water infatti non dovremmo buttare mai niente: i rifiuti intasano le tubature e soffocano la fauna marina.

Lo ricordiamo tutti lo scatto “Sewage Surfer” di Justin Hofman, finalista del Wildlife Photographer of The Year 2017: un cavalluccio marino intento a trasportare un cotton fioc. In futuro vorremmo vedere cavallucci marini che trasportano piccoli crostacei, la loro fonte di sostentamento.

Contro la plastica, stop alle microplastiche

Un altro problema è quello causato dalle microplastiche, tutte quelle particelle di diametro inferiore ai 5 millimetri usate nei prodotti cosmetici o per l’igiene. I piccoli granelli di plastica non solo finiscono nei fiumi e nei mari, ma sono presenti anche nell’acqua che esce dai nostri rubinetti (lo afferma un’inchiesta avviata da Orb media.)
Lo studio sulle microplastiche, condotto per la prima volta da Orb media parte da una convinzione: la plastica è ovunque, tanto da affermare che stiamo vivendo nella Plastic Age.

È negli anni 60 che vediamo l’affermarsi della plastica come nuova frontiera in tutti i campi: della moda, del design e dell’arte. Il nuovo materiale inizia ad essere ovunque semplificando gesti quotidiani e colorando le case, andando a definire quello che poi è diventato il nostro stile di vita moderno.
Ma l’uso spropositato di questo materiale ci ha anche imprigionato e sta soffocando non solo fauna e flora, ma anche l’essere umano con le microplastiche.

Il dossier dal nome “Invisibles: The Plastic Inside Us” è stato realizzato su 159 campioni di acqua potabile di mezzo litro provenienti da 14 paesi, tra cui anche l’Italia. Il paese con un tasso di contaminazione più elevato? Gli Stati Uniti con valori che arrivano fino al 94%. I paesi europei hanno registrato un tasso di contaminazione del 71%, un dato che deve essere contrastato il prima possibile e la misura di vietare la vendita di bastoncini non compostabili nel 2019 e a seguire le microplastiche non può che renderci speranzosi nel cambiamento. L’era della plastica deve lasciare il posto ad un’era più sostenibile.

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