VIVI SOSTENIBILE

Dieta per la salute e la forma: ce lo insegnano gli indios Houarani

Grazie alla combinazione di dieta, ambiente incontaminato e stile di vita, gli indios Houarani della foresta amazzonica ecuadoregna godono di una salute e di una forma invidiabile fino a tarda età. E’ la scoperta di Clara Terzaghi, medico chirurgo appassionato di viaggi, che ha vissuto una settimana nella foresta con un piccolo gruppo di indios della comunità Bameno del parco Yasuni in Ecuador. Oggi andiamo a intervistarla.
Medico chirurgo e grande sportiva, Clara Terzaghi è una appassionata di viaggi “estremi”. La sua ultima esperienza è stata condividere una settimana di vita gomito a gomito con la tribù india degli Houarani in Amazzonia, che sorprendentemente riescono a vivere a lungo restando in ottime condizioni di forma e salute anche a tarda età. In questa intervista, Clara racconta ai lettori di MyFoody la sua esperienza.

Clara, è possibile vivere fino a 90 anni mantenendo un fisico nel complesso giovane e sano?

Certo che è possibile. Almeno, li’ in Amazzonia lo è. Li ho proprio visti! E nella loro vecchiaia gli indios sono davvero belli. In Amazzonia le cure sono ridotte al minimo o sono delegate a riti sciamanici, per cui quando si arriva a 90 si deve essere sani per forza.

90 anni è una bella età. Essere vecchi presso gli Houarani è così diverso che essere vecchi da noi?

Assolutamente. Da noi vecchiaia è sinonimo di decadimento. In Amazzonia, a 90 anni gli indios hanno un aspetto e un vigore sorprendenti.

Come è nato il tuo viaggio in Amazzonia?

Gli Houarani sono tra le poche comunità che possono essere “contattate” e che si sono aperte al mondo esterno. Ho scelto l’Amazzonia per vedere uno dei pochi posti ancora rimasti incontaminati sul pianeta.

Ci descrivi brevemente il tuo itinerario?

Da Quito, la capitale dell’Ecuador, si raggiunge in aereo (di quelli ancora con le eliche!) la cittadina di Orellana, uno degli ultimi centri abitati prima di inoltrarsi nella foresta. Da qui dopo c.a. 1h30 di pullman si arriva al vero e proprio confine con la foresta, che è controllato e che non è accessibile liberamente. Passati alcuni posti di blocco, si ci imbarca su di una canoa scoperta a 4-6 posti, dotata di un piccolo motore con la guida locale india. Dopo due giorni interi di navigazione eccoci arrivati al villaggio Houarani della comunità Bameno.

Che sensazioni si provano nella foresta amazzonica?

E’ bellissimo! Ci si sente come appartenenti ad “un Tutto”, in contatto diretto e profondo con l’ambiente che ti circonda e , nonostante la foresta non sia priva di pericoli, e mi riferisco soprattutto agli animali selvatici, come il giaguaro, gli alligatori, i serpenti velenosi, le tarantole e che non dimentichiamo rappresentano la causa prima di mortalità per gli indios, stare all’interno della foresta ti da’ la sensazione di essere “coccolato”. Impressionante. Le grandi farfalle colorate, il delfino rosa, la vegetazione così ricca e rigogliosa, ti fanno dimenticare che ti trovi in un ambiente potenzialmente pericoloso.

Come vivono gli indios?

Vivono in capanne fatte con le piante e dei teli di stoffa, in piccoli villaggi di 100/150 persone, non cintati e quindi aperti.

Le donne si occupano dei numerosi figli e del villaggio, oltreché della raccolta della yucca e della macellazione degli animali cacciati. Gli uomini vanno a caccia e costruiscono le capanne, alcuni lavorano col pochissimo turismo locale come guide.

Cosa mangiano?

Carboidrati, ricavati prevalentemente dalla Yucca, che non è altro che la manioca. Tolgono la pellicola che la ricopre e ne utilizzano la parte bianca, che viene cotta o mangiata cruda, o utilizzata per fare la loro bevanda tipica, la Chicha. Quest’ultima viene ricavata seguendo un lungo e “complicato” procedimento che prevede  dapprima la bollitura della Yucca dentro grossi pentoloni, poi gli abitanti della comunità e anche alcuni impavidi turisti, prendono piccoli pezzi del tubero in cottura, lo masticano per qualche minuto e lo rimettono di nuovo nel pentolone fino a termine della procedura che viene ripetuta per alcuni cicli, finché non se ne sia ricavata la bevanda, che viene poi bevuta e si dice abbia proprietà benefiche. L’altra fonte di cibo sono le proteine, ricavate dai pesci, come il piragna, o dalla selvaggina, soprattutto da una specie di cinghialetto selvatico, molto buono. Poi ovviamente c’è la frutta selvatica.

Le loro condizioni di salute?

Stanno bene, grossi problemi non ne hanno. Hanno moltissimi figli, anche se partoriscono senza ospedali o assistenza. Poi sbalorditivo vedere queste persone che arrivano fino a novant’anni senza problemi, ma anche senza cure.

Ci spieghi quali possono essere le ragioni mediche dell’eccezionale stato di salute degli indios più vecchi?

In primo luogo l’alimentazione, non chimica, completamente naturale, senza elaborazioni o raffinazioni, nemmeno secondarie. Il cibo quindi non è iper-colesterolemico, e non ci sono zuccheri complessi.

Secondo punto: mangiano poco, solo quando hanno fame, senza eccessi. Da noi spesso l’ alimentazione è una “over alimentazione”, mentre li’ mangiano solo una o due volte al giorno.

Poi lo stile di vita, molto naturale e senza stress. Vivono in contatto diretto con la natura, seguono gli orari che la Natura stessa detta: non vi è l’elettricità, quindi quando fa buio vanno a dormire, quando viene giorno si svegliano. Non ci sono orari o costrizioni, e fanno molta attività fisica.

Infine non dimentichiamoci l’ambiente dove vivono, naturale e senza inquinamento.

Non potrebbe essere una questione di selezione?

Sicuramente la seleziona gioca un ruolo, ma l’alimentazione è un fattore che non può essere trascurato. E’ povera, ma sana e naturale.

Hai assistito a qualche pratica sciamanica?

No, ho conosciuto uno sciamano, che mi ha anche regalato un oggetto magico, ma non ho assistito a pratiche sciamaniche.

Cosa possiamo imparare da loro?

Di cose da imparare ce ne sono molte: la semplicità con cui vivono, l’amore e il rispetto per l’ambiente che li circonda. La forza e il potere della nostra civiltà sta mettendo a dura prova questo ambiente meraviglioso e ancora vergine. Direi che il rispetto che gli indios hanno della natura è sicuramente la cosa più importante da imparare. Infine, mangiare con misura, senza spreco ed eccessi, rispettando se stessi.

Gli indios e la foresta sono minacciati dalle multinazionali del petrolio. Ci spieghi cosa sta succedendo?

Le compagnie petrolifere stanno deforestando parti di foresta per estrarre petrolio, di cui la foresta è ricchissima. Le compagnie fanno accordi col governo per espropriare parti di foresta sempre più vaste. Si racconta anche di pratiche non corrette da parte di queste compagnie. Il governo cede troppo spesso agli interessi costituititi, senza difendere adeguatamente gli indios e la foresta stessa, polmone vitale per tutti noi.

C’è un modo per aiutare gli indios e la foresta?

Sicuramente rendere edotta e sensibilizzare la gente su queste problematiche; poi andare a trovarli, rendersi conto di persona che cosa è la foresta Amazzonica e cosa si rischierebbe di perdere se tutto questo andasse completamente distrutto.

Torneresti laggiù?

Sicuramente si’. Mi sono trovata benissimo! E li ringrazio.

Risorse:

Clara Terzaghi, blog: www.orthoterz.com

Indios Huaorani:  http://www.mintahuaoranitours.com

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