AUTOPRODUZIONE

Uova a pasqua e gusci tutto l’anno: 9 modi per riciclare i gusci delle uova

Che menù di Pasqua sarebbe senza uova? Che siano sode o di cioccolato le uova a Pasqua sono un po’ come la Nutella!
Avete già fatto la lista della spesa e sicuramente loro sono al primo posto. Noi però ci preoccupiamo dei gusci, perché anche se molti li considerano scarti non lo sono, anzi!

Però, uova di cioccolato a parte, i gusci delle uova del nostro menù che fine fanno?
Che nessuno risponda nel bidone dell’umido perché Capitan Guscio non è uno scarto, anzi!
Abbiamo deciso di dargli un nome perché è davvero l’amico degli adulti (non immaginario eh!) in giardino, in cucina e per il corpo.

Ma se Capitan Guscio è Batman, chi è Robin? Il materiale di cui è composto: il calcio!

In giardino con Capitan Guscio: autoproduzione!

Gusci come fertilizzanti Schiacciateli, mescolateli con il terriccio e riponeteli alla base delle piante. I gusci sono consigliati, ad esempio, per le piante con una crescita rapida che hanno bisogno di calcio per far crescere i frutti pesanti. Aggiungere il guscio aiuta, inoltre, a prevenire quelle fastidiose macchie marroni che si formano sulle piante dei pomodori e dei peperoni.

Gusci come contenitori compostabili per le piantine Potete utilizzare metà guscio d’uovo per piantare le vostre piantine, una volta cresciute potrete inserirle direttamente nel terreno e avrete eliminato i vasetti di plastica!
Siamo contro la plastica usa e getta, dimostriamolo!


Gusci come antiparassitario Potete realizzare una grande barriera contro i tiranni delle piante: le lumache! Basterà disporre i frammenti dei gusci con i bordi taglienti rivolti verso l’altro e riuscirete a tenerle a bada!

In casa con Capitan Guscio: autoproduzione!

Aloni di vino e caffè in tazze, tazzine e contenitori? Capitan Guscio lavorerà per voi mentre dormite: lasciatelo agire in ammollo con acqua calda! Al vostro risveglio non vedrete più macchie! Bello far lavorare gli altri no? Solo in certi casi, eh!

Capitan Guscio e il lavandino: impedirà al cibo di finire nelle tubature. Buttate qualche pezzo di guscio nello scarico, questa tecnica agisce contro i residui di grasso e le piccole incrostazioni, ma state attenti: non esagerate! Non vorrete mica fare altri danni!

Capitan Guscio agisce anche contro lo sporco sulle pentole: come? Basterà strofinarlo sulle pentole e sulle padelle ed il gioco è fatto.

Capitan Guscio anche per sbiancare il bucato a mano e in lavatrice: una forza che va contenuta: mettetegli una camicia di forza (una federa o un sacchetto di cotone andranno bene per evitare che si intasi il filtro della lavatrice!)

In spa con Capitan Guscio: eco-cosmesi!

Non vogliamo prendervi a uova in faccia, ma a gusci sì!

Potete realizzare una maschera nutriente, un antirughe e un rinforzante per le unghie! Qui Capitan Guscio ha il suo aiutante Mr. Calcio che per l’ecocosmesi fa miracoli!

Maschera antirughe Montate con la frusta l’albume e il guscio polverizzato e stendete il composto sul viso. Lasciate in posa ad asciugare e risciacquate con acqua tiepida. Attenzione però, non permettete al Capitano di toccarvi gli occhi! Esistono maschere ad hoc per la zona del contorno occhi!

Antirughe Per questo rimedio di eco-cosmesi dobbiamo polverizzare Capitan Guscio ma lui ne sarà contento perché sarà per una buona causa! Dopo averlo polverizzato con un mortaio, riponetelo in vaschette con ghiaccio e un po’ d’acqua. Aggiungete questo composto alle unghie e… vedrete che forza!

Con tutti questi consigli di autoproduzione il nostro Capitano è ormai polverizzato, ma quante ne ha fatte e passate prima di essere ridotto KO! Un vero e proprio duro questo capitano! Perché sprecare una forza così?

Perché c’è questa usanza di mangiare uova a Pasqua?

Gli Egizi potrebbero darci una risposta: “L’uovo è l’unione di terra, aria, fuoco e acqua.” I pagani potrebbero dirci “Cielo e Terra sono due emisferi dalla cui unione nasce un unico uovo”.
Noi ci scambiamo le uova di cioccolato,gli Egizi, i Persiani e i Greci si scambiavano uova di gallina!
Noi siamo più dolci, vero?
Ma l’usanza, a quanto pare, l’abbiamo ereditata da questi popoli!

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