VIVI SOSTENIBILE

Lunch box: quando l’ecosostenibilità incontra il cibo! Ma quale scegliere?

17 Dicembre 2019  Tempo di lettura: 6

Vi suggeriamo tante ricette a spreco zero per riutilizzare il cibo prima che diventi vecchio in frigorifero: primi e secondi piatti che, con un pizzico di creatività ci permettono di trasformare gli avanzi del cibo e le parti che molti definiscono “scarti” in un pranzo da portare in ufficio o in una cena da gustare con gli amici.

Quando le mense non esistevano, la sera si preparava il pranzo per il giorno dopo e lo si riponeva in contenitori di alluminio o nei thermos per mantenere i cibi al caldo. 

Ma quando è nata l’idea del porta pranzo? Negli anni ‘20 come usanza della classe operaia per poi diventare al giorno d’oggi una moda e un modo per risparmiare ma soprattutto per non buttare il cibo, contribuendo al benessere del pianeta.

Nel Nord Italia la chiamano “schiscetta”, un termine dialettale italianizzato e ormai divenuto famoso in tutta la penisola.
La nostra content manager e il nostro grafico, del profondo Sud, quando hanno iniziato a lavorare con Myfoody hanno risposto alla domanda “Sei schiscettato?” 🙂 Ebbene sì, che diventi aggettivo, verbo o participio il risultato non cambia, anche nel team di Myfoody il cibo si prepara il giorno prima, riutilizzando gli avanzi perché l’obiettivo di tutti i giorni è ridurre gli sprechi nei supermercati e a casa!

In passato la schiscia era un contenitore in metallo con il coperchio. La prima schiscetta è stata brevettata da Charles C. Moore nel 1871 e si ripiegava ad un terzo della sua altezza, se vuota.

Oggi è diventato un modo per mangiare in modo sano, risparmiare e fare del bene all’ambiente perché, che la si chiami lunch box o schiscetta, il porta pranzo ci permette di non utilizzare i contenitori usa e getta.

Bento, l’avete mai sentito? La schiscetta proveniente dall’Estremo Oriente che permette di conservare un pranzo a spreco zero in scompartimenti diversi. In questo modo se decidete di realizzare delle polpette con gli avanzi potrete anche decidere di realizzare una salsa per accompagnare e tenerla separata dal piatto principale.

Spinti da influenze inglesi o americane potremmo chiamare il porta pranzo anche lunch box e, a proposito di lunch box, vogliamo parlarvi di una soluzione a favore dell’ambiente proposta da tre ragazzi romani.

Vi Lunchbox: la schiscetta 100% biodegradabile

ecosostenibilità

Quando la tecnica degli origami, l’amore per il cibo, per l’ambiente e la tecnologia si uniscono nascono le soluzioni innovative e riciclabili al 100%, lavabili in lavastoviglie e utilizzabili in microonde: Vi Lunchbox!
Un’idea di Enrica, Manfredi e Riccardo, tre ragazzi che potremmo definire food heroes romani.
Vi lunchbox offre un’alternativa al tradizionale porta pranzo. Dopo aver terminato il pranzo sarà possibile ripiegare il contenitore fino a farlo entrare in tasca come se fosse un cellulare.
Ma non finisce qui: potrete lavare in lavastoviglie e utilizzare questa schiscia anche in microonde. È totalmente ermetica quindi, utilissima per riscaldarvi con zuppe e vellutate, affrontando il freddo che ormai ha raggiunto tutta Italia.

Avete voglia di provarla? Qui c’è la pagina Facebook dei tre food heroes!

Che sia pieghevole o in bambù la certezza è una sola: la schiscetta ci permetterà di risparmiare e non sprecare cibo!

Per un futuro migliore, per il cibo e per il pianeta, fai la tua spesa senza sprechi!

Scarica l’app!