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Economia circolare: la politica dell’Unione Europea contro lo spreco alimentare

10 Giugno 2015  Tempo di lettura: 8

Le direttive per attuare una  politica legislativa  europea  contro lo spreco alimentare saranno presentate dalla Commissione  entro fine anno. Ispirate ai principi della Circular Economy, le nuove misure contro lo spreco porteranno  a una vera e  propria rivoluzione sia a livello produttivo sia nei comportamenti dei consumatori.

Con oltre 100 milioni di cibo buttato in Europa, di cui oltre il 40% a livello di consumo finale, l’Unione Europea non poteva certo mancare la chiamata della FAO per attuare politiche globali di riduzione dello spreco (FAO, WFP – programma alimentare mondiale).

Nel 2014 la Commissione ha infatti  annunciato di avere messo in cantiere un insieme di proposte legislative (da attuarsi tramite lo strumento delle  direttive del Consiglio della UE) che presenterà a fine  2015.

Il concetto di ‘Economia circolare’ è il pilastro concettuale della  politica dell’Unione Europea contro lo spreco alimentare. Secondo tale approccio si cerca di mantenere il valore aggiunto del prodotto attraverso un  processo di riutilizzazione continuo dello scarto. In sostanza  il rifiuto di qualcuno diventa risorsa per qualcun altro. Ad esempio, la cenere del vostro barbecue (lo scarto) può diventare il fertilizzante (nuovo prodotto ) dell’erba del  giardino su cui avete finito di grigliare con gli amici.

Volano mondiale di questo nuovo  rivoluzionario concept economico  è la Fondazione Ellen Mac Arthur,  ed il suo club di 100 grandi aziende (tra cui Cisco e Coca Cola) che hanno già avviato interessanti  iniziative in materia.

A parere della Commissione della Unione Europea, l’attuazione della Economia circolare potrebbe portare al riciclo del 70% dei rifiuti urbani e dell’80% degli imballaggi, alla riduzione del 30% dello spreco di cibo, nonché alla creazione di circa 580.000 posti di lavoro entro il 2035 (fonteA  fonteB).

La Commissione sottolinea nei suoi documenti  come il passaggio a questa nuovo approccio implichi profondi cambiamenti  a tutti i livelli, in particolare nella mentalità sia degli  attori coinvolti nel processo produttivo, sia dei consumatori . Si tratta infatti di una vera e propria rivoluzione che va oltre il semplice problema dello spreco  e che attraversa aspetti assai distanti tra loro, dal design dei prodotti alla finanza, dall’organizzazione del ciclo produttivo alla formazione dei consumatori.

L’ottimizzazione delle risorse che si ottiene attraverso il riciclo continuo potrebbe essere la chiave per mantenere bassi i costi  di produzione attraverso il  conseguente risparmio di materie prime  che se ne ottiene, e  quindi competitiva l’economia dell’area Euro in termini di prezzi. Alla  base di tale politica vi sono dunque  anche considerazioni di tipo  strategico, non solo etico o ecologico.

La politica di lotta allo spreco alimentare europea  era stata prevista  per la prima volta nell’ambito del programma europeo di riduzione dei rifiuti del 2011, che indica  come  suo punto chiave  il risparmio del rifiuto nella roadmap per una Europa efficiente sotto il profilo delle risorse.

Nel 2012, il Parlamento Europeo adottava  la Risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2012 su come evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l’efficienza della catena alimentare nell’UE

Veniva parallelamente creato un meccanismo di piani degli stati nazionali di riduzione dello spreco, da notificare alla Commissione, e predisposto un documento della Commissione sulla riduzione degli sprechi che contiene indicazioni, buone pratiche, casi studio e una libreria.

La Commissione ha anche istituito un gruppo di lavoro sul tema dello spreco alimentare  ed  ha intrapreso azioni di sensibilizzazione.

Un sistema di consultazioni è stato infine creato sia a livello di cooperazione con gli Stati Membri, sia a livello di attori non governativi (istituzioni, associazioni, enti locali, etc).

Tra i progetti finanziati dall’Unione indirizzati espressamente a combattere lo spreco alimentare si segnala:

  • FUSIONS  (Food Use for Social Innovation by Optimising Waste Prevention Strategies), un progetto per ridurre lo spreco del cibo a livello europeo;
  • FORWARDS, una piattaforma per il riuso dei rifiuti.

Si segnala infine che L’Unione Europea si è impegnata nella riduzione degli sprechi alimentari del 50% entro il 2025,seguendo le indicazioni date dalla FAO a livello globale. A nostro avviso un obbiettivo oggettivamente ambizioso e difficile da raggiungere in soli dieci anni, anche a fronte della necessità di coordinare gli sforzi di ben 28 differenti stati e delle loro burocrazie nazionali.

Fonti legislative:

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