VIVI SOSTENIBILE

Ravanelli e Daikon: due radici primaverili, gemelle ma diverse!

18 Aprile 2020  Tempo di lettura: 4–5 min

Che cosa so del destino dell’uomo? Potrei dirvi di più a proposito dei ravanelli.” In questo periodo incerto ci affidiamo anche noi a Beckett e ai ravanelli, ormai di stagione perché la primavera è arrivata e con lei anche questa radice!

Segni particolari: colore rosso intenso che sfuma fino al viola, consistenza croccante e gusto leggermente pungente: potete prendervela con il rafanolo, un olio contenuto nella polpa bianca e nel rivestimento rosso, responsabile del gusto tipico del ravanello.

Ma  esistono diverse varietà che si riconoscono grazie alla diversa forma della radice, colore e durata del ciclo di coltivazione. Le varietà che conosciamo e coltiviamo in Italia sono quelle tonde e rosse: Cherry Belle e Saxa, non mancano, anche se più difficili da trovare, i ravanelli oblunghi rossi conosciuti come Candela di Fuoco, Ravanello Lungo o Tabasso.

Non fidatevi dei ravanelli troppo grandi: per apprezzarne appieno le proprietà, queste radici dovranno essere di poco più grandi di una ciliegia e dovrete sentirli scricchiolare sotto i denti.

Ravanello: proprietà e provenienza

ravanelli

Il clima ideale per la coltivazione di questa radice è quello del sud: le regioni in cui si coltiva sono Campania, Sardegna e Puglia. Non dimentichiamoci del Piemonte, però, regione dalla quale proviene il Tabasso di Moncalieri.

Ma prima di capire come gustare questa radice, prendendo spunto anche dalle tradizioni orientali, vediamo quanto è buona per la nostra salute. 

Il ravanello contiene un elevato contenuto di vitamine B, vitamina C e acido folico così come altri minerali come calcio, magnesio, fosforo, ferro, rame e potassio.
100 gr di ravanelli apportano solo 16 kcal e sono privi di grassi. Al rafanolo, il responsabile del gusto pungente, viene anche riconosciuta la proprietà anticancerogena.

Ma questa radice non è solo da mangiare, è anche da bere! Il succo di ravanello svolge un ruolo importante nella diminuzione del colesterolo cattivo e si rivela un antiobesità naturale! Attenzione, però, non vi stiamo dando un rimedio per mangiare senza freni durante questa quarantena! 🙂 Con tutte queste proprietà come fare a non portare in tavola una radice del genere?

I ravanelli sono i protagonisti indiscussi delle insalate ma non solo: con la rotonda radice potrete realizzare delle chips di ravanello, l’alternativa alle patatine fritte. Affettate i ravanelli, conditeli con olio sale, pepe o spezie e infornateli tra due fogli di carta da forno.
Indispensabili anche le foglie del ravanello, considerate molto spesso scarti. Potrete realizzare un pesto alternativo!

Per un futuro migliore, per il cibo e per il pianeta, fai la tua spesa senza sprechi!

Scarica l’app!

 

Il ravanello giapponese: il Daikon

E se viaggiare stando fermi si può, noi in questo articolo vogliamo farlo con il Daikon, andando in Giappone.

Questa varietà di ravanello, che può raggiungere anche i 30-35 cm di lunghezza, aiuta a bruciare i grassi in eccesso, come il cugino italiano Cherry Bell! 🙂 Infatti, i giapponesi accompagnano le fritture, o meglio, tempure, con questa radice. Potremmo farlo anche noi a tavola. Che ne dite?

Ma con il cibo possiamo anche imparare qualche parola della lingua di provenienza del Daikon: dovremmo chiamarla, infatti, grossa radice dal giapponese dai (grossa) e kon (radice).
I giapponesi, ancora una volta, ci insegnano come gli scarti siano delle risorse preziose: le foglie dei ravanelli vengono mangiate nel Nanakusa, una zuppa a base di ortaggi che i giapponesi gustano durante tutto l’anno. I giapponesi lo sanno: le foglie sono ricche di vitamine e minerali quindi perché sprecarle?

E per concludere, una ricetta veloce per portare il Giappone in tavola. Avete acquistato un daikon? Realizzate il Buri Daikon in versione rivisitata! 

Non avendo il Buri, la ricciola giapponese, potrete usare la ricciola del Mediterraneo. Vi serviranno due o tre filetti di ricciola, metà daikon, 20 gr di zenzero, 360 ml di acqua, Salsa di soia, Sake e Mirin.
Fate bollire per qualche secondo i filetti di pesce e metteteli da parte. Cuocete il daikon tagliato a spicchi per 15 minuti, scolate e mettete da parte. Tagliate lo zenzero a fiammiferi e mettete in una pentola acqua, salsa di soia, Sake, Mirin e lasciate bollire prima di aggiungere pesce, zenzero e daikon.

Servite a temperatura ambiente il Giappone a casa vostra! 🙂

良い旅を, Foodies!