VIVI SOSTENIBILE

Nutrire il Pianeta, o Ingrassare i Portafogli?

L’Esposizione Universale iniziata poche settimane fa a Milano e’ il piu’ grande evento mai organizzato sul tema del cibo. Tra inchieste e scandali le premesse non sono delle piu’ gaie, ma.. cosa possiamo dire sul contenuto di tale imponente avvenimento? Dal titolo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” Expo Milano 2015 si propone di affrontare attraverso convegni, esposizioni, laboratori e spettacoli la complessa questione dell’accesso a cibo sano e buono per tutti.

Certamente questo mandato segna una svolta internazionale di attenzione mediatica e politica sul tema. Era ora! Nel 2015 infatti, quando quasi un quarto della popolazione mondiale possiede uno smartphone, la distribuzione di cibo buono e sano e’ piu’ ingiusta che mai. Circa 900milioni di persone soffrono di malnutrizione, ad almeno altrettante necessitano di costose assistenze mediche per malattie causate da eccessiva e/o cattiva nutrizione. Una seria e propositiva attenzione verso questa tematica e’ piu’ che mai dovuta.

Abbiamo, infatti, tutti i mezzi tecnologici necessari per sviluppare coscienti scelte politiche che ci traghettino  verso un modello di sviluppo sostenibile che livelli le disuguaglianze tra produzione, accesso e consumo di cibo.  E’ molto tempo che intellettuali, attivisti e contadini di tutto il mondo cercano di attirare l’attenzione di chi, con la pancia (piu’ che) piena, ha la possibilita’ e il dovere di interessarsi alla questione del nostro sistema di produzione e distribuzione di cibo. Finalmente, in linea con un mandato di promozione dell’interesse generale datato 1851, l’Esposizione Internazionale fornisce una piattaforma per ‘intavolare’ tale discussione.

Eppure, pressanti contraddizioni caratterizzano questo evento, e non solo in forma di tangenti e speculazioni edilizie. Tra gli sponsor principali della manifestazione troviamo infatti grandi multinazionali come McDonald’s e Coca-Cola. Si, avete letto bene, purtroppo. Saranno proprio quelli stessi giganti dell’ agro-buisiness che sono alla testa dell’attuale sistema del cibo a presenziare la manifestazione milanese. Attraverso chiare infografiche Franscesco Gesualdi racconta brevemente, in un dossier allegato, la natura di queste multinazionali e del loro commercio. L’ ingente presenza di multinazionali e giganti della grande distribuzione organizzata costituisce un segnale quantomeno contraddittorio che espone all’attenzione di tutti la controversa natura dell’impegno a cui Expo si propone di andare incontro.

Criticando la generale tensione ad affrontare il tema del cibo e della fame con speculazioni e sofismi, a Febbraio Papa Francesco ha rivolto agli organizzatori della manifestazione un discorso atto ad evidenziare il bisogno di affrontare le cause strutturali della poverta’ e dell’ineguagliaza. Come emerge dal discorso del Pontefice, il problema fondamentale e’ “l’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria” che guida la nostra economia senza prospettive ne’ programmi per uno sviluppo integrato di lungo periodo. In altre parole: il libero mercato applicato al cibo nello stesso identico modo in cui si applica ad ogni altro bene non puo’ che aumentare la disuguaglianza, la sofferenza e l’ingiustizia. -Potremmo poi discutere di quanto ‘libero’ sia veramente l’attuale mercato del cibo. La sola UE infatti spende 40% del suo budget in aiuti agricoli. 77% di questi sono diretti ad aziende agricole ed industriali, e solo il 23% al miglioramento agricolo (dossier).

Ora forse e’ piu’ chiaro come mai la lista degli sponsor fa’ sorgere quantomeno qualche dubbio sulla volontà di Expo di affrontare davvero gli argomenti che sono tanto eloquentemente presentati nello slogan “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Avendo sullo stomaco hamburger e patatine acquistati al McDonald’s all’interno dell’ esposizione, sono scettica del fatto che verranno intraprese serie discussioni sulla qualità del cibo che abbiamo diritto di consumare, nonchè coltivare e preparare nel rispetto della (bio)diversità animale, vegetale e culturale! Senza una reale spinta ad affrontare quelle che sono le radici dei problemi, gli scintillanti padiglioni milanesi rischiano di essere un’altra grande opera inutile, attrattiva per turisti, si, ma lontani dal costituire un’ officina di pensiero per capire come nutrire il Pianeta, o creare energia per la vita!

Dubito infatti che la voce di quei tanti contadini i quali, con non poco sforzo, ancora mantengono vive conoscenze preziose per cooperare con la terra per nutrire il pianeta sara’ ascoltata ed amplificata come dovrebbe. Mentre l’agroindustria largamente rappresentata all’Expo consuma energie a ritmi senza precedenti accaparrandosi il 70% delle risorse per arricchire pochi e sovralimentare un quinto della popolazione mondiale, ancora oggi l’agricoltura contadina fornisce quasi il 70% del cibo utilizzando solo il 30% delle risorse naturali, mantenendo la biodiversità, la fertilità dei suoli ed i saperi antichi.  Con mente libera da interessi economici dovremmo quindi riconsiderare il ruolo delle tecnologie utilizzate dal corrente sistema alimentare industriale: vagliarne costi e benefici, e cercare una strada piu’ sostenibile nella cooperazione tra antiche strategie e moderne tecnologie.

Richiamando una famosa frase di Gandhi:  “The Earth has potential to satisfy every man’s needs, but not every man’s greed”. Quelli che hanno la possibilita’ di pensare e scegliere cosa mangiare, dovrebbero essere i pionieri di una riforma dello stile di vita che lavori nella direzione di un livellamento delle disuguaglianze, nonche’ di un riallineamento della domanda -e quindi della produzione- con i limiti planetari.

Vi lascio quindi con due video che raccontano con parole semplici ed eloquenti immagini la realta’ dell’agricoltura familiare. Vi consiglio di guardarli ed iniziare a formarvi indipendentemente poiche’ ognuno di noi ha la respons-abilita’ di delineare quello che sara’ il futuro (Latour 2010). Questo tipo di risposta ad un sistema del cibo corrotto ed ingiusto che produce fin troppo e spreca e distribuisce in modo criminale, non si esercita tanto spendendo i propri risparmi per visitare l’Expo, quanto piuttosto regalando una dignita’ ed un futuro ai contadini attraverso azioni quotidiane. Comprando, invece che al supermercato, tramite GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) o mercati contadini; ma anche facendoci domande sulla provenienza e la vita dei prodotti di cui ci nutriamo, la terra che li ha ospitati e le mani che li hanno raccolti.

Date le premesse, nonostante la chiara necessita’ e validita’ di discutere il tema del cibo, purtroppo dubito che l’Expo costituira’ una fucina dove sviluppare quei cambiamenti strutturali di cui il nostro sistema agroalimentare ha bisogno. Ma spero di sbagliarmi, e faccio i miei piu’ sentiti auguri a quanti iniziano oggi i loro lavori all’interno della fiera.

Alcuni video sull’agricoltura contadina:

https://www.youtube.com/watch?v=TQd6LpBVxIk&feature=youtu.be

https://vimeo.com/120206803

Video su un’iniziativa giornalistica pan Europea sulla trasparenza degli aiuti all’agricoltura:

http://farmsubsidy.openspending.org/

Dossier “I Padroni del Nostro Cibo”:

http://www.cnms.it/attachments/article/165/i_padroni_del_nostro_cibo_(bassa)_.pdf

Discorso di Papa Francesco:

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2015/documents/papa-francesco_20150207_video-messaggio-expo-milano.html

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Latour, B. 2014b Anthropology at the time of Anthropocene. A personal view of what is to be studied. Distinguished lecture American Association of Anthropologists Washington [December 2014]

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