AUTOPRODUZIONE

Riutilizzare la farina scaduta: 3 idee di riciclo creativo

Vi è capitato molto spesso di trovare in credenza un pacco di farina scaduta?
Magari avete deciso di approfittare di una promozione o, mentre girovagavate nel supermercato il pasticciere che è in voi ha fatto capolino (solo per qualche minuto) e avete acquistato un pacco di farina che poi avete velocemente dimenticato perché troppo occupati in ufficio per dedicarvi ai dolci? Nessun problema!

La farina è uno di quei cibi che si può mangiare anche dopo la data di scadenza: questo ingrediente può mantenersi integro fino a sei mesi dalla sua data di scadenza, ma prima di utilizzarla dovete controllare che non sia stata attaccata dai temuti parassiti. 

Se però, non vi va di mangiarla, non buttatela perché la farina è molto utile anche per la pelle, per i capelli e in casa! 

Un controsenso? No, è la ricchezza di un’importante risorsa come quella del cib0!

Come usare l’ingrediente prezioso per pulire rame e acciaio

Molto spesso non è necessario utilizzare prodotti chimici per pulire gli oggetti di rame e acciaio, ma la farina (purché scaduta: non sprechiamo dell’ottima farina ancora buona!) è un’ottima alternativa.
Per farlo avrete bisogno di ingredienti semplicissimi:

  • farina
  • aceto bianco
  • sale

Per il rame basterà preparare la soluzione e distribuirla sull’oggetto, prima di risciacquare con acqua tiepida. Il rame riprenderà il suo colore vivo. 

Per l’acciaio il procedimento è davvero semplice: basterà versare un po’ di farina su un panno morbido e passarlo sull’oggetto che volete lucidare. 

Un metodo naturale e a spreco zero, con la farina scaduta, per rimuovere i residui e le tracce di umidità.

Farina scaduta per la cura di pelle e capelli

La farina scaduta non è ottima solo per i metalli: lo è anche per la cura di pelle e capelli. Un tuttofare insomma!
I capelli vanno matti per la farina di ceci ma anche la farina 00 andrà bene per autoprodurre il vostro shampoo a spreco zero.
Anche per questo metodo di riciclo creativo gli ingredienti sono semplicissimi e li trovate in cucina: sono i vostri avanzi di yogurt, 1 o 2 cucchiaini saranno più che sufficienti!
Quindi se siete in pausa e state mangiando uno yogurt che non riuscite a terminare non buttatelo e utilizzate gli ultimi tre cucchiaini per preparare il vostro shampoo autoprodotto.
Dovrete aggiungere anche un cucchiaino di miele: la preziosa risorsa che non scade mai!
Aggiungete a questi tre ingredienti anche dell’acqua tiepida e mescolate l’impasto.
Dovete ottenere una soluzione nè troppo densa nè troppo liquida, questo shampoo autoprodotto dovrà avere la consistenza dello shampoo, perché sarà più semplice procedere con l’applicazione sui capelli.
Una volta realizzato il composto dovrete bagnare i capelli e applicare la soluzione dalle radici fino alle punte e massaggiare. Ricordatevi di sciacquare con abbondante acqua.
Il risultato?
Capelli lucidi e puliti senza l’utilizzo di prodotti chimici e soprattutto senza sprecare un ingrediente scaduto, magari non più buono per i vostri dolci ma per addolcire la cute sì!

La farina scaduta è anche un ottimo rimedio per le irritazioni provocate dal lattice. Se siete costretti ad utilizzare guanti in lattice e avete della farina scaduta avete la soluzione in mano!
Basterà cospargere un po’ di farina sulle mani prima di indossare i guanti e strofinare un po’ sulle mani.

Un ingrediente davvero prezioso la farina (anche scaduta) che, dopo questi segreti, siamo sicuri non butterete più via!

La farina di ceci

L’alternativa naturale alla farina bianca 00 è proprio la farina di ceci, buonissima per l’eco-cosmesi e anche in cucina.
Ricchissima di proteine, fibre e carboidrati. E a chi dice che il 6% della sua composizione è costituito da grassi, potrete rispondere “Sì, ma grassi buoni” con un elevato apporto nutrizionale e un alleato del cuore.
Molto usata al giorno d’oggi perché indispensabile nella dieta gluten free, anche se questa farina ha origini molto antiche. L’invenzione risale infatti al 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia di Meloria e i prigionieri vennero imbarcati con barili di olio e sacchi di ceci che riversati si mescolarono con l’acqua salata.
Il miscuglio lasciato al sole si trasformò in una sorta di pane molto gustoso. E fu così che i genovesi scoprirono la ricetta della farinata!

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