RICETTE

Torta di pane dalla tradizione a spreco 0 brianzola: soffice e gustosa!

13 Marzo 2020  Tempo di lettura: 3 min
 Preparazione: 20min
 Cottura: 45min
 Difficoltà: "facile"

Vi abbiamo consigliato tantissime ricette per riutilizzare il pane vecchio: polpette, pangrattato ma oggi ci sentiamo dolcissimi e vogliamo suggerirvi la ricetta della torta di pane raffermo.

Ognuno la fa a modo suo perché questa è una ricetta della tradizione del no spreco che si tramanda di famiglia in famiglia, e noi vi proponiamo la versione dei Foodies!

Ma come era possibile che le famiglie povere avanzassero la loro fonte principale di sostentamento?

Il pane si preparava ogni due o più settimane, ragion per cui se ne preparava in grandi quantità. Non riuscivano a consumarlo tutto, da qui l’idea della torta di pane raffermo. Questo succedeva nelle zone rurali.

Nelle zone urbane, dove raramente si faceva il pane in casa ma lo si acquistava, molto spesso non era freschissimo ma aveva già uno o due giorni, per cui lo si ammorbidiva in zuppe o nel latte per realizzare la torta paesana o “michelacc”, dall’unione di mica e lac (pane e latte).
La torta paesana è un dolce di origine lombarda, nello specifico della Brianza, nella zona compresa tra la provincia a nord di Milano e il lago di Lecco-Como, che ogni famiglia arricchiva con uvetta, pinoli o amaretti.

Noi invece, nel 2020, a volte dimentichiamo il pane che abbiamo acquistato in dispensa o ne acquistiamo troppo. Problemi diversi che possiamo risolvere con la stessa soluzione: una torta di pane raffermo!

Ingredienti

  • 250 gr di pane raffermo
  • 500 o 600 ml di latte 
  • 2 uova
  • 150 gr di zucchero semolato + 2 cucchiai prima di infornare la torta
  • 80 gr di olio di semi 
  • 70 gr di cacao amaro in polvere
  • 1 bustina di lievito
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
  • 200 gr di gocce di cioccolato
  • Zucchero a velo

Ti manca un ingrediente?

Controlla sull’app Myfoody, potrai trovarli scontati fino al 50%

 

Procedimento per realizzare la torta con pane raffermo

Prima di tutto ammorbidite il pane nel latte caldo avendo cura di aggiungerne poco per volta. Regolatevi in base alla consistenza del pane per decidere se consumare tutti i 500 ml di latte previsti dalla ricetta. Attenti a non esagerare però, perché il risultato deve essere un composto morbido e spugnoso. Aggiungete la vaniglia, montate a parte le uova con lo zucchero e amalgamate l’olio fino ad ottenere un composto gonfio e chiaro.

Successivamente frullate con le fruste elettriche il pane e il latte per ottenere un impasto privo di grumi; aggiungete le uova all’impasto e amalgamate il tutto aiutandovi con una spatola. Aggiungete infine il cacao, il lievito e le gocce di cioccolato.

Versate l’impasto della torta di pane in una teglia foderata di carta da forno, livellate il tutto e aggiungete 2 cucchiai di zucchero semolato. 

Cuocete in forno statico, preriscaldato a 180° per circa 40-45 minuti. Fate sempre la prova dello stecchino.

Lo sappiamo vorreste assaggiarla subito, ma l’attesa aumenta il piacere quindi aspettate che si raffreddi prima di spolverarla con un cucchiaio di zucchero a velo et voilà!
Al taglio, la torta con pane raffermo risulterà morbida in contrasto con la superficie croccante, una vera bontà! 

Potrete conservarla a temperatura ambiente per 2-3 giorni e mi raccomando questo è un dolce da non sprecare…fino all’ultima briciola!

Il pane: un alimento e un simbolo culturale

Il pane è un simbolo di cultura non solo in Italia. Che percezione si ha di questa preziosa risorsa nel resto del mondo? 

I canadesi benedicono sempre il pane prima di infornarlo; per i russi, invece, questo alimento è un dono e un augurio: chi riceve il pane in regalo non tradirà mai il donatore.
In Polonia le spose realizzano delle bambole di pane con una moneta all’interno come augurio.

Nell’antica Grecia si dipingevano sui forni degli spaventosi volti di demoni per scoraggiare quelli che volevano aprire il forno durante la cottura.

E in Italia? A Pasqua si prepara il campanaccio, una variante della treccia pasquale tra Lazio e Campania e se chiedete alla nonna come porre il pane sulla tavola,  vi risponderà “Mai a rovescio!” È un segno di maleducazione e porta sfortuna. Non vi diciamo provare per credere, che senso avrebbe? 🙂