VIVI SOSTENIBILE

Vittorio: il mago dei formaggi e del ritorno alle tradizioni

17 Novembre 2019  Tempo di lettura: 8

Abbiamo conosciuto Foodheroes australiani, inglesi, oggi è la volta di Vittorio Beltrami. Potrebbe essere nostro zio ma per oggi è l’eroe del formaggio italiano e del vivere sostenibile.
Vittorio ha dedicato tutta la sua vita al formaggio italiano e la sua Gastronomia a Cartoceto, in provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche è un chiaro esempio di come innovazione, qualità e riscoperta delle tradizioni possano unirsi

Perché secondo noi è un Foodhero? Perché con la sua concezione di vita sostenibile ha unito due concetti fondamentali: il ritorno al passato, alla tradizione e a quella vita semplice che ha contrassegnato le esistenze dei nostri nonni con l’innovazione tecnologica e il progresso. Per il nostro food hero le risorse del nostro pianeta non sono da sfruttare, come siamo abituati a fare, ma da far fruttare. 

Mentre sorride durante le sue interviste Vittorio parla di Retroinnovazione.

Guardare al passato con occhio curioso, recuperare dalle antiche tradizioni l’equilibrio dinamico e sano con il territorio, prestare attenzione alla biodiversità e riscoprire il valore profondo del cibo sono pratiche che per il nostro food hero devono andare di pari passo con la continua ricerca di tecnologie innovative, simbolo di un futuro che deve essere tutelato e può esser fatto solo rendendo onore al passato.  

Il concetto di retroinnovazione di Vittorio si traduce nei formaggi nati dalla maturazione di una materia importante generata dal latte e dagli animali che il nostro foodhero adora: le capre.

Pecorini e caprini che uniscono il gusto del passato con quello del futuro. Il fil rouge che guida Vittorio e sua moglie nel condurre la loro attività tocca filiera corta, rispetto per l’ambiente e riscoperta dei sapori antichi.
Questa non è l’unica coppia che si ama e che ama il cibo insieme: la ricordate la storia del banchetto di matrimonio realizzato con i cibi che i supermercati avrebbero altrimenti buttato

Ma come ci è riuscito Vittorio? Riponendo grande fiducia negli insegnamenti appresi dai suoi genitori, anche questa è una lezione che ci ha insegnato un’altra foodhero Mel. A questo proposito in una delle interviste Vittorio ha detto “I giovani devono capire che se si perdono nel bosco non devono continuare a correre, ma devono tornare indietro

Una passione, uno stile di vita, un modo di vivere nel presente guardando al futuro dal quale noi di Myfoody riusciamo ad apprendere molto: unire tempi, tradizioni , storie e culture permettendo alla tecnologia di interagire perché noi come lui siamo consapevoli del potere benefico che la tecnologia può avere per il nostro pianeta.

I formaggi del recupero

Molto spesso vi parliamo di ricette anti-spreco, Vittorio però ha risvegliato in noi la passione per il formaggio, un alimento che si presta molto bene al riciclo. Dall’unione di forme non commercializzabili perché poco appealing a livello estetico o vicini alla data di scadenza nascono i formaggi di questa lista: 

Forma di Frant: viene dal Friuli, in provincia di Udine, questo formaggio adatto agli stomaci più forti. Nasce per recuperare e conservare le forme di formaggi con difetti e alterazioni.
Formai del cit: sempre in Friuli si produce questo formaggio che prende il nome dal vaso di pietra utilizzato per conservare questa varietà che nasce dall’unione di diversi avanzi che vengono prima sbriciolati con il tritacarne e poi mescolati con latte o panna.
Mortett: dobbiamo spostarci in Piemonte, in provincia di Torino, per poter assaggiare questo formaggio di recupero realizzato con le parti di toma stagionate malfatte o invendute.
Salagnun: tipico del vercellese e conosciuto per l’abbondanza del sale, che caratterizza il suo sapore. Scarti e forme che non potevano essere stagionate vengono sminuzzate e addizionate con le spezie.
Zincarlin: una famiglia di formaggi del recupero numerosa: a pasta dura e molle realizzati mescolando latte o panna, spezie o erbe; in qualche caso anche olio o alcolici.
Piddiato: lo troverete nel vostro viaggio in provincia di Trapani. Anche se oggi la lavorazione è cambiata, il piddiato (cioè impastato), è nato per recuperare le forme dei pecorini andati a male che reimpastati hanno un altro sapore. 

 

Per un futuro migliore, per il cibo e per il pianeta, fai la tua spesa senza sprechi!

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